Sono in vacanza per modo di dire, ma comunque non sono a casa. Mi ero portata dietro il file e volevo postare l'ultima parte del mio Sexual Triller, sperando che non mi mandiate a quel paese...quando leggerete il finale capirete perchè.
Ho cambiato idea, ma voglio scrivere qualcosa anche se sono in trasferta. Fuori piove e qui dentro c'è un'atmosfera che a me piace. Ergo sono una tipa strana.
Si sarà capito che amo scrivere ed ho pubblicato, prima sotto contratto, ora free like a bird.
Farsi conoscere e vendere (non siamo ipocriti, molti ne hanno fatto un lavoro), non è affatto facile. Me ne sono accorta già da un po'. Se poi certe certe scoperte le denunci pubblicamente vai incontro a una sorta di ostracismo.Ergo sono una tipa scomoda.
Se poi si accorgono che vendi lo stesso, iniziano a girar voci, calunnie, sentiti dire.Ti accade di essere oggetto di una specie di cyberbullismo. E non saprai mai TUTTO TUTTO quello che s'inventano per infangarti perchè certi accordi si fanno nell'ombra, c'è ben poco alla luce del sole in Italia. E' proprio nel dna fare complotti, alleanze, sputtanare chi è scomodo e poi è impossibile fermare certe voci.Ergo sono un bersaglio, tra un po' girerà voce che sono io la mente che sta dietro agli attentati. Sono capaci di tutto per farti tacere e la cosa più triste è che si tratta di esseri di sesso femminile. Ergo mi dissocio dal mio sesso.
Scrivevo poco fa, su Google+ che forse noi +40 quaranta siamo capitati nel momento sbagliato.Siamo orfani poco infelici delle ff e troppo smaliziati per le 50 Sfumatire. Ergo non cloniamo nessuno. Ergo ergo non siamo appetibili per una certa grossa fascia di pubblico.
Non è che io snobbi quel pubblico,ma nessuno impedisce loro di emanciparsi, di riprendere a studiare la lingua italiana e di scrivere in modo corretto. Ergo sono una presuntuosa.
Noi over 40 abbiamo letto un sacco di libri belli davvero, abbiamo letto il sesso crudo davvero, magari l'abbiamo anche fatto non solo immaginato. Ergo scriviamo con cognizione di causa.
Molti di noi hanno vissuto esperienze al limite. Spiegherò più in là cosa intendo.Magari farò una lista, certe esperienze ti restano dentro.
Qui la pioggia si è fatta più insistente e ora devo prendere il fuoristrada per andar a recuperare la mia terzogenita. Ergo sono una mamma.
Non è affatto finita qui. E non credeteci quando leggete se vi capita certe voci che circolano. Io sono una buona.Purtoppo non sopporto l'ipocrisia e i compromessi.
Se non ci troviamo più tardi io vi ringrazio ancora per il continuo e costante sostegno, specialmente quello maschile. Gli uomini in certe cose sono davvero migliori.
Già, e io per chi scrivo?
Prendendo spunto da questa riflessione di Mario Pacchiaroti lo confesso. Ebbene sì, molte volte ho pensato al target, pare sia indispensabile, eppure quest'idea mi sta stretta. Come mi sta stretto il genere, mi ficco a forza in quello rosa perchè mi piace scrivere di due che s'incontrano e s'innamorano, non potrei costruire una storia senza una coppia protagonista. Almeno credo.
Oh, lo so benissimo quello che fa vendere. Dopotutto vengo da una ventina d'anni di gavetta vera. Non quella delle fanfiction perchè mi piace crearmi le mie storie e penso che quando una storia è finita, è finita. Non mi piace l'idea degli addicted che non vogliono lasciare i loro personaggi e allora seguono chi prolunga loro la vita. E poi li seguono anche quando scrivono libri mediocri perchè non hanno coltivato la loro creatività (con le dovute eccezioni che ci sono sempre). E li leggono ad occhi chiusi senza il minimo spirito critico. La mia gavetta: ho scritto per un paio di Editori, uno davvero grosso, e sorrido a vedere ora a come alza la cresta (non tutti) chi pubblica con editori che hanno capito dove tira il vento. In fondo il segreto è semplice, è sotto gli occhi di tutti ed è altrettanto difficile che un libro popolare sia anche bello. No, ragazzi miei, gli editori per sopravvivere guardano il posto in classifica, il numero di recensioni, quanti fan hai, non è che ti reclutano perchè sei bravo, ma perchè sei un investimento.Lo dice anche Diego Fois (cercatelo su Amazon o sul suo blog).
Io non riesco più a scrivere pensando a quello che va di moda. Mi piace mettere il sesso, ma non ogni due pagine. Cerco parole ed espressioni nuove per dipingerlo. Ma ci costruisco attorno una storia.
Ne "La Rosa dei Venti", ho affrontato i temi della Grande Migrazione, del divario tra ricchi e poveri, mi sono spinta a parlare del colonialismo, mi sono documentata sul destino degli indios in Amazzonia, altro grosso tema ecologico. L'ho fatto cercando di non appesantire la narrazione e avendo in mente una trama robusta. Non ho attinto ad autrici anglofone nè ambientato la vicenda all'estero. Ho descritto un pezzettino del nostro bellissimo Paese e poi mi sono doverosamente spinta, per fini narrativi, a descrivere alcune zone del Venezuela.
La mia protagonista ha inaugurato la serie delle "ragazze-in-difficoltà-finanziarie" per via di una fabbrica in fallimento ereditata dal padre, ma il bel protagonista non le ha fatto nessun ricatto sessuale, come è invece accaduto alle sorellastre che sono arrivate dopo, oberate di debiti anch'esse per un motivo o per l'altro.Mai ci avrei pensato perchè, chiamala come vuoi, quella è prostituzione e mi piacerebbe trasmettere anche qualche messaggio positivo.
Mi piace complicarmi la vita con trame un po'intricate, ma non ci metto mafiosi, pedofili camuffati o uomini troppo violenti. C'è già tanta violenza a questo mondo.
Eppure queste cose piacciono e vendono.Trovi recensioni che giustificano certi comportamenti, altre che ne sono entusiaste.Ogni volta mi stupisco, ma loro dicono: "è solo un romanzo, no?". Ok, ma siamo anche quello che leggiamo e io sono davvero fortunata ad avere figli che snobbano certa narrativa. Hanno una parola per definirla, non riporterò qui.
Dicevamo, allora qual è il mio target? Non lo so. Però so che mi leggono anche lettori di sesso maschile, magari storcono un po' il naso sulla parte erotica che però non è mai predominante, quindi mi perdonano.
Mi legge chi frequenta poco i social, o non li frequenta molto, mi legge chi mi scopre per caso, io sfrutto sempre i 5 giorni gratuiti perchè mi piace anche regalare. Fateci caso, a questo.
Allora vediamo un po', sulla falsariga di Mario di capire per chi scrivo.In corsivo ho messo ciò che mi differenzia. Scrivo per chi:
Oh, lo so benissimo quello che fa vendere. Dopotutto vengo da una ventina d'anni di gavetta vera. Non quella delle fanfiction perchè mi piace crearmi le mie storie e penso che quando una storia è finita, è finita. Non mi piace l'idea degli addicted che non vogliono lasciare i loro personaggi e allora seguono chi prolunga loro la vita. E poi li seguono anche quando scrivono libri mediocri perchè non hanno coltivato la loro creatività (con le dovute eccezioni che ci sono sempre). E li leggono ad occhi chiusi senza il minimo spirito critico. La mia gavetta: ho scritto per un paio di Editori, uno davvero grosso, e sorrido a vedere ora a come alza la cresta (non tutti) chi pubblica con editori che hanno capito dove tira il vento. In fondo il segreto è semplice, è sotto gli occhi di tutti ed è altrettanto difficile che un libro popolare sia anche bello. No, ragazzi miei, gli editori per sopravvivere guardano il posto in classifica, il numero di recensioni, quanti fan hai, non è che ti reclutano perchè sei bravo, ma perchè sei un investimento.Lo dice anche Diego Fois (cercatelo su Amazon o sul suo blog).
Io non riesco più a scrivere pensando a quello che va di moda. Mi piace mettere il sesso, ma non ogni due pagine. Cerco parole ed espressioni nuove per dipingerlo. Ma ci costruisco attorno una storia.
Ne "La Rosa dei Venti", ho affrontato i temi della Grande Migrazione, del divario tra ricchi e poveri, mi sono spinta a parlare del colonialismo, mi sono documentata sul destino degli indios in Amazzonia, altro grosso tema ecologico. L'ho fatto cercando di non appesantire la narrazione e avendo in mente una trama robusta. Non ho attinto ad autrici anglofone nè ambientato la vicenda all'estero. Ho descritto un pezzettino del nostro bellissimo Paese e poi mi sono doverosamente spinta, per fini narrativi, a descrivere alcune zone del Venezuela.
La mia protagonista ha inaugurato la serie delle "ragazze-in-difficoltà-finanziarie" per via di una fabbrica in fallimento ereditata dal padre, ma il bel protagonista non le ha fatto nessun ricatto sessuale, come è invece accaduto alle sorellastre che sono arrivate dopo, oberate di debiti anch'esse per un motivo o per l'altro.Mai ci avrei pensato perchè, chiamala come vuoi, quella è prostituzione e mi piacerebbe trasmettere anche qualche messaggio positivo.
Mi piace complicarmi la vita con trame un po'intricate, ma non ci metto mafiosi, pedofili camuffati o uomini troppo violenti. C'è già tanta violenza a questo mondo.
Eppure queste cose piacciono e vendono.Trovi recensioni che giustificano certi comportamenti, altre che ne sono entusiaste.Ogni volta mi stupisco, ma loro dicono: "è solo un romanzo, no?". Ok, ma siamo anche quello che leggiamo e io sono davvero fortunata ad avere figli che snobbano certa narrativa. Hanno una parola per definirla, non riporterò qui.
Dicevamo, allora qual è il mio target? Non lo so. Però so che mi leggono anche lettori di sesso maschile, magari storcono un po' il naso sulla parte erotica che però non è mai predominante, quindi mi perdonano.
Mi legge chi frequenta poco i social, o non li frequenta molto, mi legge chi mi scopre per caso, io sfrutto sempre i 5 giorni gratuiti perchè mi piace anche regalare. Fateci caso, a questo.
Allora vediamo un po', sulla falsariga di Mario di capire per chi scrivo.In corsivo ho messo ciò che mi differenzia. Scrivo per chi:
- ama ciò che lo fa sorridere e pensare, più di quello che lo fa semplicemente ridere;
- ama più immaginare i dettagli che leggerli;
- salta le lunghe descrizioni perché lo annoiano;
- è un idealista sicuro che le cose prenderanno una piega positiva;
- probabilmente odia la violenza di qualsiasi tipo;
- i colpi di scena vanno bene, ma devono spiazzarlo e farlo saltare sul divano/letto/ sedia e restare disorientato
- preferisce una scrittura un pochino più elaborata
- quando finisce il libro, ma anche mentre lo legge, si ferma a pensare;
- quando l’autore crea uno scenario, sta ben attento che sia possibile
- non ha problemi a comprare online, e leggere solo digitale perchè è più economico, leggero e risparmia alberi
- è curioso e non legge sempre le solite cose, si prende il rischio di leggere autori sconosciuti
- vede di buon occhio, o quanto meno non disprezza, l’editoria indipendente;
- non disprezza la fiction e la letteratura di genere;
- è abbastanza presente sui social, probabilmente usa Amazon, Goodreads, Facebooks;
Sexual triller IL GIOCO DI MARAT (quarta parte)
Riavvertenze ect ect
Era difficile trattenersi per le due
figure in piedi davanti a Topazia. Avrebbero voluto levarsi i cappucci,
liberare le capigliature e sentire sulle dita la morbidezza dei capelli, il
profilo delle orecchie, la levigatezza delle guance. Più di ogni altra cosa
desideravano assaggiare ognuna la bocca dell'altra, esplorarsi in un bacio
prolungato ed intenso. Ma non potevano fare nulla di tutto ciò. Sapevano che il
gioco di Marat aveva le sue regole: non potevano nè parlare nè guardarsi in
volto e il cappuccio doveva essere indossato sempre e comunque. Potevano
esplorare i loro corpi, questo era concesso loro.
Cominciarono a denudarsi a turno, prima Persia le cui generose rotondità proiettavano ombre imponenti sulle pareti damascate. Le grosse mammelle ondeggiavano ad ogni suo movimento con una grazia leggiadra che non aveva nulla di goffo, nonostante la mole.
Poi fu la volta della sconosciuta a venire spogliata. Sotto la tonaca comparve un fisico asciutto e tonico, le gambe lunghe avvolte da calze ormai demodè, una pancia piatta e i piccoli seni adolescenziali svettanti che mostravano chiaramente l'eccitazione del momento. Persia dovette armeggiare non poco con gli slip, sembravano quasi incollati sulla pelle. Quando finalmente riusci a venirne a capo, non potè trattenersi da un'esclamazione: "Ah! questa poi!"
Topazia, distolta dai suoi pensieri, girò la testa verso l'amica: prima di allora non l'aveva mai sentita parlare. Incuriosita si alzò avvicinandosi e subito sgranò gli occhi incredula: la luce tremula delle candele illuminava quello che indiscutibilmente era un pene.
Cominciarono a denudarsi a turno, prima Persia le cui generose rotondità proiettavano ombre imponenti sulle pareti damascate. Le grosse mammelle ondeggiavano ad ogni suo movimento con una grazia leggiadra che non aveva nulla di goffo, nonostante la mole.
Poi fu la volta della sconosciuta a venire spogliata. Sotto la tonaca comparve un fisico asciutto e tonico, le gambe lunghe avvolte da calze ormai demodè, una pancia piatta e i piccoli seni adolescenziali svettanti che mostravano chiaramente l'eccitazione del momento. Persia dovette armeggiare non poco con gli slip, sembravano quasi incollati sulla pelle. Quando finalmente riusci a venirne a capo, non potè trattenersi da un'esclamazione: "Ah! questa poi!"
Topazia, distolta dai suoi pensieri, girò la testa verso l'amica: prima di allora non l'aveva mai sentita parlare. Incuriosita si alzò avvicinandosi e subito sgranò gli occhi incredula: la luce tremula delle candele illuminava quello che indiscutibilmente era un pene.
Spesso si erano sentite delle voci
sui gusti sessuali del reverendo, in gioventù sovente si accompagnava con un
amico d'infanzia, un certo Peter Mac Azz che notoriamente preferiva alle donne
i transessuali, egli sosteneva infatti che spesso questi fossero più donne
delle donne stesse, ma chi avrebbe mai potuto immaginare che un giorno il
reverendo ne sposasse uno spacciandolo per una donna? In effetti i lineamenti,
la voce e il fisico di Sarah mai avrebbero potuto lasciar presagire che in
realtà fosse un uomo.
Persia desiderò trovarsi altrove. Non
solo quella scoperta era stata del tutto inattesa, non solo non trovava
minimamente attraente dover prendere confidenza con quel tipo di corpo, ma,
come gli altri, era rimasta shockata da quanto ciò significava. Va bene, non
erano in un club di educande, d'accordo erano persone mature e rotte a tutto,
ma il segreto del Reverendo, svelava una realtà più sordida, in un certo qual
senso, quasi più "sporca".Nessuno di loro era credente, beninteso, ma
nessuno di loro aveva gusti "satanici".Eppure quella scoperta andava
ad intaccare quell' accordo di rispetto non scritto che c'era tra la parte laica
o neutrale di quel paese e quella che, fino a quel momento era parsa devota e
rispettabile. E lei non voleva aver nulla a che fare con quegli ipocriti, ma
era in ballo, ormai...Che fare?
Ma perché Sarah aveva deciso di
partecipare a quella riunione e perché aveva deciso di far scoprire il suo
segreto?
Sarah aveva in mente solo una cosa che ormai da qualche anno le frullava per la testa, aveva il desiderio che il reverendo suo marito quando si avvicinava a lei trovasse una vera donna, donna in tutti i sensi anche fisicamente e per questo aveva deciso di partecipare, perché le era stata promessa una operazione per diventare donna a tutti gli effetti, generosamente pagata da Lord Mills.
Sarah che già in passato si era sottoposta a delle cure ormonali adesso doveva solo fare il passo decisivo, un taglio netto con il passato e un futuro da vera donna per l’uomo che tanto amava, era pronta, anche se il solo pensiero di fare sesso con altre due donne l'angosciava non poco, sebbene potesse avere una normale erezione, in cuor suo sapeva che era difficile poterla avere con quelle due donne a cui si sarebbe unita di li a poco.
Intanto Jack O'Connor continuava a studiare il fascicolo riguardante Lord Mills, ad un certo punto si bloccò e subito dopo si precipitò a prendere un testo sulla simbologia celtica che aveva in casa, capì solo allora che le tre lune erano un nodo celtico, avevano sicuramente a che fare con triskellion, il nodo che racchiudeva in se il potere del numero tre, ma da li a scoprire esattamente il significato delle tre lune Jack ne avrebbe trascorso ancora molto di tempo sui libri. Nemmeno aveva la lucidità necessaria per riflettere su quanto stava leggendo. Era molto tardi e le tre birre trangugiate al pub stavano sortendo il loro placido effetto. Senza nemmeno spogliarsi si distese sul letto e un attimo prima di cedere al sonno sentì risuonare nella testa le parole udite dalla barista tettona: "Credimi, quelli della villa sono depravati... dei veri sporcaccioni! però una volta mi piacerebbe andarci!"
Sarah aveva in mente solo una cosa che ormai da qualche anno le frullava per la testa, aveva il desiderio che il reverendo suo marito quando si avvicinava a lei trovasse una vera donna, donna in tutti i sensi anche fisicamente e per questo aveva deciso di partecipare, perché le era stata promessa una operazione per diventare donna a tutti gli effetti, generosamente pagata da Lord Mills.
Sarah che già in passato si era sottoposta a delle cure ormonali adesso doveva solo fare il passo decisivo, un taglio netto con il passato e un futuro da vera donna per l’uomo che tanto amava, era pronta, anche se il solo pensiero di fare sesso con altre due donne l'angosciava non poco, sebbene potesse avere una normale erezione, in cuor suo sapeva che era difficile poterla avere con quelle due donne a cui si sarebbe unita di li a poco.
Intanto Jack O'Connor continuava a studiare il fascicolo riguardante Lord Mills, ad un certo punto si bloccò e subito dopo si precipitò a prendere un testo sulla simbologia celtica che aveva in casa, capì solo allora che le tre lune erano un nodo celtico, avevano sicuramente a che fare con triskellion, il nodo che racchiudeva in se il potere del numero tre, ma da li a scoprire esattamente il significato delle tre lune Jack ne avrebbe trascorso ancora molto di tempo sui libri. Nemmeno aveva la lucidità necessaria per riflettere su quanto stava leggendo. Era molto tardi e le tre birre trangugiate al pub stavano sortendo il loro placido effetto. Senza nemmeno spogliarsi si distese sul letto e un attimo prima di cedere al sonno sentì risuonare nella testa le parole udite dalla barista tettona: "Credimi, quelli della villa sono depravati... dei veri sporcaccioni! però una volta mi piacerebbe andarci!"
(non perdete l'ultima parte prossimamente su questi schermi)
IL GIOCO DI MARAT (SEXUAL TRILLER TERZA PARTE)
AVVERTENZE BLA BLA BLA
Ulan Bator (Mongolia)
La tempesta di neve rendeva il paesaggio, già monotono, ancora più uniforme. Per lui era sempre uno spettacolo e se lo stava gustando fuori della tenda di pelle di kajak. Quando infine riuscì a raggiungere il piccolo satellitare che rompeva in modo stridulo il silenzio, esso aveva smesso di squillare. Trel Une si chiese se per caso, qualcosa fosse andato storto.
La tempesta di neve rendeva il paesaggio, già monotono, ancora più uniforme. Per lui era sempre uno spettacolo e se lo stava gustando fuori della tenda di pelle di kajak. Quando infine riuscì a raggiungere il piccolo satellitare che rompeva in modo stridulo il silenzio, esso aveva smesso di squillare. Trel Une si chiese se per caso, qualcosa fosse andato storto.
Era un febbraio freddissimo, forse il
più freddo da un secolo, Trel guardò il barometro, ma si era rotto a causa di
quel freddo, sicuramente si era arrivati a meno 40° sotto zero. Nonostante
preferisse il freddo al caldo, in quel momento pensò al suo caro amico Howard
che se ne stava al sole di Cuba e per un attimo lo invidiò, ma quella punta di
invidia lasciò subito il posto al pensiero di preparare tutto il necessario per
incamminarsi verso quella che era la sua meta, un piccolo villaggio vicino al
fiume Tuul Gol.
Jack O'Connor continuava a leggere il
fascicolo su lord Mills, lo aveva studiato per mesi a Londra, dove abitualmente
il lord risiedeva. Nessuno in paese conosceva la vera attività di Jack, lui si era
limitato ad accennare che lavorava nella Cty a Londra come fattorino, in realtà
Jack era uno specialista della SO4 il National Identification Service- e aveva
un passato da ufficiale della Royal Marine, il corpo d'elite della marina
britannica, pluridecorato per le sue missioni in tutto il mondo. Ora rispondeva
solo a Sir Andrew Lloyd, capo di Scotland Yard.
Jack aveva il compito di indagare su
Lord Mills e sul misterioso burattinaio di quella enorme casa. Il problema stava
nel fatto che Lord Mills era il settimo in successione al trono di Inghilterra
e godeva dei favori della regina, quindi di una sorta di immunità, oltre che di
importanti amicizie. In effetti la missione di Jack era davvero molto difficile
da portare avanti.
Ormai aveva capito che se voleva
uscire dall'empasse e cavare qualche ragno dal buco doveva per forza
trovare un modo per intrufolarsi nella villa misteriosa. Gli parve chiaro che
non poteva farlo da solo, doveva entrarci al fianco di un partner ingenuo ed
insospettabile. Quasi istantaneamente pensò alla moglie del reverendo Jones; la
vedeva timida e innocente, sarebbe stato facile inventare una balla e
convincerla di essere il promotore di qualche cavolo di iniziativa in favore
della parrocchia. La campanella del vicariato suonava già da un bel po' e
nessuno era venuto ad aprire.
"Uff... quella Sarah va a letto
con le galline!" sbottò l'investigatore con un gesto di stizza. Si accese
una sigaretta e attese ancora un minuto poi saltò sulla bicicletta e si diresse
verso il pub, doveva fare quattro chiacchiere con "la tettona",
raffinato soprannome che aveva dato alla barista del locale.
Nel frattempo, Persia e la
"sconosciuta", eccitate da quegli evidenti rumori di piacere
provenienti dalla stanza adiacente, cominciarono ad accarezzarsi
voluttuosamente e ad interrogarsi su quale fosse il momento migliore per
armeggiare con il Big Bamboo Dildo, che continuava a dimenarsi davanti a loro.
Topazia sembrava riuscire ad estraniarsi da quella scena che le si parava di
fronte e sapeva che era anche l'unico modo per essere in grado di riassaporare
sino in fondo quella tanto attesa esperienza. Il suo pensiero andò prima al
tappeto su cui sedeva e trovò curioso che provenisse proprio dalla Persia, poi
il suo stato di dissociazione le permise di cogliere quelle impercettibili note
che provenivano dall'esterno della stanza. Riconobbe in esse Les Radis di Brassens. Tutto tornava: il
clak della valigia e le radici di zenzero che essa conteneva. La pelle
nuda provava qualche imbarazzo a contatto col tappeto, ma il ricordo di quello
che, se fosse stata fortunata, avrebbe riprovato le produsse un’eccitazione
molto più forte. Le cosce erano ormai umide sino al cavo popliteo. Ma proprio
nel momento in cui il suo pube sfiorava la parte superiore del feticcio, questi
smise di vibrare, tutti gli astanti rimasero impietriti, sgomenti, non capivano
cosa potesse essere accaduto. Uno degli uomini incappucciati si avvicinò e dopo
un breve controllo esclamò: «Tranquilli, si sono scaricate le batterie, nessuno
ha quattro torcioni di ricambio?»
CONTINUA...
IO DICO CHE NE VALE LA PENA.
ABBIAMO AUTORI SELF VALIDISSIMI CHE SCRIVONO STORIE NUOVE SENZA USO DI COPIA-INCOLLA O FRULLATORE. SONO I CREATIVI. QUELLI CHE SCRIVONO SENZA MASSACRARE L'ITALIANO.SONO QUELLI CHE CONTANO SULLE LORO FORZE. E DOPO, SOLO DOPO VIENE IL RESTO, IN MODO SPONTANEO. SONO QUELLI NON-RUFFIANI.
IO SONO RIMASTA STREGATA DA QUESTA TRILOGIA ME LA SONO GUSTATA E ALLORA SAI CHE C'E'? LA CONSIGLIO CON CONVINZIONE
ANCHE SE VENIAMO DA MONDI OPPOSTI
ANCHE SE NON SIAMO AMIKE A TUTTI I COSTI
PERCHE' C'E' DAVVERO BISOGNO DI TIRAR SU QUESTA POVERA NARRATIVA SELF INTASATA DA INCAPACI
800 PAGINE DIABOLICAMENTE INTRIGANTI
IO SONO RIMASTA STREGATA DA QUESTA TRILOGIA ME LA SONO GUSTATA E ALLORA SAI CHE C'E'? LA CONSIGLIO CON CONVINZIONE
ANCHE SE VENIAMO DA MONDI OPPOSTI
ANCHE SE NON SIAMO AMIKE A TUTTI I COSTI
PERCHE' C'E' DAVVERO BISOGNO DI TIRAR SU QUESTA POVERA NARRATIVA SELF INTASATA DA INCAPACI
800 PAGINE DIABOLICAMENTE INTRIGANTI
UFFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
NON STO URLANDO, TRATTASI DI PICCI' VETUSTO.
VI LANCIO UN MESSAGGIO.NON SO SE L'ORARIO E' GIUSTO, AD OGNI MODO PARIGI VAL BENE UNA MESSA. (NON SO COSA C'ENTRA...)
PASSO E CHIUDO.
FREE
BASTA COSI'
VI LANCIO UN MESSAGGIO.NON SO SE L'ORARIO E' GIUSTO, AD OGNI MODO PARIGI VAL BENE UNA MESSA. (NON SO COSA C'ENTRA...)
BASTA COSI'
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