BLOG E AUTORI ITALIANI-Figli di un dio minore

Per la prima volta sto facendo un giro tra i blog italiani per promuovere il mio romance.
La prima cosa che salta agli occhi è la sproporzione tra lo spazio dato alle autrici straniere in confronto a quelle italiane. Favore non ricambiato (non esiste un made in Italy nei blog anglofoni).
La seconda è la quantità di banner per le uscite delle medesime e le recensioni del secondo, terzo, quarto volume di cui, se l'autrice è già nota, basterebbe la segnalazione. 
La segnalazione solitamente è riservata agli autori italiani ma, se non vengono recensiti, secondo me non è che il lettore venga invogliato.
Il più grosso blog CrazyforRomance è uno dei pochi che recensisce esordienti italiani in  modo esauriente, che poi vada a simpatie e non sia sempre obiettivo è un altro discorso.

Andando a leggere qualche libro suggerito di autrici straniere trovo che, davvero, non scrivano meglio delle nostre,  non si contano i milionari, gli ya molto simili, il sesso a gò gò, spesso supportato da una trama fragile.
Sono davvero più brave? Molte sono self che poi , da cosa nasce cosa, vengono pubblicate in italiano da alcune ce le quali, ovviamente, vanno dove gira il vento.Non faccio nomi, non vorrei essere monotona.
No, la tizia del Club (primo libro Il Gioco), non scrive meglio della media di noi, davvero.
Che accade poi?
Accade che le autrici anglofone in Italia scoprono l'America e c'invadono.
Accade che le nostre sono costrette ad adeguarsi e quindi torniamo ai bastardi bellissimi e con  i tatoo, ai tormentati per episodi accaduti mentre erano in pancia della madre, al giochiamo al "più spinto" (eufemismo). La narrativa così non si evolve, i lettori restano cristallizzati sui soliti plot ed è così che i signori uomini, e non solo, storcono il naso riguardo al genere "rosa".

La mia domanda è questa: perchè?
Cosa accadrebbe se per un mese questi blog si concentrassero sul "made in Italy"?
E di nuovo: le italiane sono autrici di serie B?



Ora mi guarda con tenerezza. Non è quello che voglio, non voglio la pietà di nessuno.
"Scrivi?"
Ormai è fatta.
"Sì, da quando mamma se n'è andata la scrittura è il mio rifugio. A casa ho un piccì, ma prima scrivo di getto con carta e penna. Porto sempre dietro un quaderno."
"Si dice che i veri scrittori usino fare così anche se, immagino, sia una doppia fatica. Il genere?"
Deglutisco.
"Romanzi rosa impegnati."
"Storici, quindi?"
"Un pochino, alcuni. Mi riescono meglio i contemporanei."
"Impegnati?"
"È difficile da spiegare... non è roba per uomini."
"Ho capito."
"Ti stai sforzando di non ridere, ammettilo!"
"Un pochino sì, ma pare che tu ci tenga molto, quindi mi trattengo. Magari scrivi benissimo. Sarei curioso di leggere qualcosina."
"Non se ne parla nemmeno! Comunque sono in attesa di risposte. C'è una nuova casa editrice che pareva interessata. La Mad4Rom, ma non penso che tu conosca quel settore."
"Mad4Rom? Uhm, non mi è nuovo come nome!", gli occhi gli brillano e non capisco perché.

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