IL GIOCO DI MARAT (SEXUAL TRILLER TERZA PARTE)

AVVERTENZE BLA BLA BLA



Ulan Bator (Mongolia)

La tempesta di neve rendeva il paesaggio, già monotono, ancora più uniforme. Per lui era sempre uno spettacolo e se lo stava gustando fuori della tenda di pelle di kajak. Quando infine riuscì a raggiungere il piccolo satellitare che rompeva in modo stridulo il silenzio, esso aveva smesso di squillare. Trel Une si chiese se per caso, qualcosa fosse andato storto.
Era un febbraio freddissimo, forse il più freddo da un secolo, Trel guardò il barometro, ma si era rotto a causa di quel freddo, sicuramente si era arrivati a meno 40° sotto zero. Nonostante preferisse il freddo al caldo, in quel momento pensò al suo caro amico Howard che se ne stava al sole di Cuba e per un attimo lo invidiò, ma quella punta di invidia lasciò subito il posto al pensiero di preparare tutto il necessario per incamminarsi verso quella che era la sua meta, un piccolo villaggio vicino al fiume Tuul Gol.

Jack O'Connor continuava a leggere il fascicolo su lord Mills, lo aveva studiato per mesi a Londra, dove abitualmente il lord risiedeva. Nessuno in paese conosceva la vera attività di Jack, lui si era limitato ad accennare che lavorava nella Cty a Londra come fattorino, in realtà Jack era uno specialista della SO4 il National Identification Service- e aveva un passato da ufficiale della Royal Marine, il corpo d'elite della marina britannica, pluridecorato per le sue missioni in tutto il mondo. Ora rispondeva solo a Sir Andrew Lloyd, capo di Scotland Yard.
Jack aveva il compito di indagare su Lord Mills e sul misterioso burattinaio di quella enorme casa. Il problema stava nel fatto che Lord Mills era il settimo in successione al trono di Inghilterra e godeva dei favori della regina, quindi di una sorta di immunità, oltre che di importanti amicizie. In effetti la missione di Jack era davvero molto difficile da portare avanti.
Ormai aveva capito che se voleva uscire dall'empasse e cavare qualche ragno dal buco doveva per forza trovare un modo per intrufolarsi nella villa misteriosa. Gli parve chiaro che non poteva farlo da solo, doveva entrarci al fianco di un partner ingenuo ed insospettabile. Quasi istantaneamente pensò alla moglie del reverendo Jones; la vedeva timida e innocente, sarebbe stato facile inventare una balla e convincerla di essere il promotore di qualche cavolo di iniziativa in favore della parrocchia. La campanella del vicariato suonava già da un bel po' e nessuno era venuto ad aprire.
"Uff... quella Sarah va a letto con le galline!" sbottò l'investigatore con un gesto di stizza. Si accese una sigaretta e attese ancora un minuto poi saltò sulla bicicletta e si diresse verso il pub, doveva fare quattro chiacchiere con "la tettona", raffinato soprannome che aveva dato alla barista del locale.

Nel frattempo, Persia e la "sconosciuta", eccitate da quegli evidenti rumori di piacere provenienti dalla stanza adiacente, cominciarono ad accarezzarsi voluttuosamente e ad interrogarsi su quale fosse il momento migliore per armeggiare con il Big Bamboo Dildo, che continuava a dimenarsi davanti a loro. Topazia sembrava riuscire ad estraniarsi da quella scena che le si parava di fronte e sapeva che era anche l'unico modo per essere in grado di riassaporare sino in fondo quella tanto attesa esperienza. Il suo pensiero andò prima al tappeto su cui sedeva e trovò curioso che provenisse proprio dalla Persia, poi il suo stato di dissociazione le permise di cogliere quelle impercettibili note che provenivano dall'esterno della stanza. Riconobbe in esse Les Radis di Brassens. Tutto tornava: il clak della valigia e le radici di zenzero che essa conteneva. La pelle nuda provava qualche imbarazzo a contatto col tappeto, ma il ricordo di quello che, se fosse stata fortunata, avrebbe riprovato le produsse un’eccitazione molto più forte. Le cosce erano ormai umide sino al cavo popliteo. Ma proprio nel momento in cui il suo pube sfiorava la parte superiore del feticcio, questi smise di vibrare, tutti gli astanti rimasero impietriti, sgomenti, non capivano cosa potesse essere accaduto. Uno degli uomini incappucciati si avvicinò e dopo un breve controllo esclamò: «Tranquilli, si sono scaricate le batterie, nessuno ha quattro torcioni di ricambio?»
CONTINUA...