Sexual triller IL GIOCO DI MARAT (quarta parte)

Riavvertenze ect ect



Era difficile trattenersi per le due figure in piedi davanti a Topazia. Avrebbero voluto levarsi i cappucci, liberare le capigliature e sentire sulle dita la morbidezza dei capelli, il profilo delle orecchie, la levigatezza delle guance. Più di ogni altra cosa desideravano assaggiare ognuna la bocca dell'altra, esplorarsi in un bacio prolungato ed intenso. Ma non potevano fare nulla di tutto ciò. Sapevano che il gioco di Marat aveva le sue regole: non potevano nè parlare nè guardarsi in volto e il cappuccio doveva essere indossato sempre e comunque. Potevano esplorare i loro corpi, questo era concesso loro.
Cominciarono a denudarsi a turno, prima Persia le cui generose rotondità proiettavano ombre imponenti sulle pareti damascate. Le grosse mammelle ondeggiavano ad ogni suo movimento con una grazia leggiadra che non aveva nulla di goffo, nonostante la mole.
Poi fu la volta della sconosciuta a venire spogliata. Sotto la tonaca comparve un fisico asciutto e tonico, le gambe lunghe avvolte da calze ormai demodè, una pancia piatta e i piccoli seni adolescenziali svettanti che mostravano chiaramente l'eccitazione del momento. Persia dovette armeggiare non poco con gli slip, sembravano quasi incollati sulla pelle. Quando finalmente riusci a venirne a capo, non potè trattenersi da un'esclamazione: "Ah! questa poi!"
Topazia, distolta dai suoi pensieri, girò la testa verso l'amica: prima di allora non l'aveva mai sentita parlare. Incuriosita si alzò avvicinandosi e subito sgranò gli occhi incredula: la luce tremula delle candele illuminava quello che indiscutibilmente era un pene.
Spesso si erano sentite delle voci sui gusti sessuali del reverendo, in gioventù sovente si accompagnava con un amico d'infanzia, un certo Peter Mac Azz che notoriamente preferiva alle donne i transessuali, egli sosteneva infatti che spesso questi fossero più donne delle donne stesse, ma chi avrebbe mai potuto immaginare che un giorno il reverendo ne sposasse uno spacciandolo per una donna? In effetti i lineamenti, la voce e il fisico di Sarah mai avrebbero potuto lasciar presagire che in realtà fosse un uomo.
Persia desiderò trovarsi altrove. Non solo quella scoperta era stata del tutto inattesa, non solo non trovava minimamente attraente dover prendere confidenza con quel tipo di corpo, ma, come gli altri, era rimasta shockata da quanto ciò significava. Va bene, non erano in un club di educande, d'accordo erano persone mature e rotte a tutto, ma il segreto del Reverendo, svelava una realtà più sordida, in un certo qual senso, quasi più "sporca".Nessuno di loro era credente, beninteso, ma nessuno di loro aveva gusti "satanici".Eppure quella scoperta andava ad intaccare quell' accordo di rispetto non scritto che c'era tra la parte laica o neutrale di quel paese e quella che, fino a quel momento era parsa devota e rispettabile. E lei non voleva aver nulla a che fare con quegli ipocriti, ma era in ballo, ormai...Che fare?
Ma perché Sarah aveva deciso di partecipare a quella riunione e perché aveva deciso di far scoprire il suo segreto?
Sarah aveva in mente solo una cosa che ormai da qualche anno le frullava per la testa, aveva il desiderio che il reverendo suo marito quando si avvicinava a lei trovasse una vera donna, donna in tutti i sensi anche fisicamente e per questo aveva deciso di partecipare, perché le era stata promessa una operazione per diventare donna a tutti gli effetti, generosamente pagata da Lord Mills.
Sarah che già in passato si era sottoposta a delle cure ormonali adesso doveva solo fare il passo decisivo, un taglio netto con il passato e un futuro da vera donna per l’uomo che tanto amava, era pronta, anche se il solo pensiero di fare sesso con altre due donne l'angosciava non poco, sebbene potesse avere una normale erezione, in cuor suo sapeva che era difficile poterla avere con quelle due donne a cui si sarebbe unita di li a poco.
Intanto Jack O'Connor continuava a studiare il fascicolo riguardante Lord Mills, ad un certo punto si bloccò e subito dopo si precipitò a prendere un testo sulla simbologia celtica che aveva in casa, capì solo allora che le tre lune erano un nodo celtico, avevano sicuramente a che fare con triskellion, il nodo che racchiudeva in se il potere del numero tre, ma da li a scoprire esattamente il significato delle tre lune Jack ne avrebbe trascorso ancora molto di tempo sui libri.
Nemmeno aveva la lucidità necessaria per riflettere su quanto stava leggendo. Era molto tardi e le tre birre trangugiate al pub stavano sortendo il loro placido effetto. Senza nemmeno spogliarsi si distese sul letto e un attimo prima di cedere al sonno sentì risuonare nella testa le parole udite dalla barista tettona: "Credimi, quelli della villa sono depravati... dei veri sporcaccioni! però una volta mi piacerebbe andarci!"

(non perdete l'ultima parte prossimamente su questi schermi)