In promo

Era appena tornata da una seduta in palestra, si era iscritta per occupare la testa in qualche modo e si era stesa sul letto, ancora ansante. Non le era piaciuto, non tanto per la fatica fisica, ma per l'ambiente: macchine, attrezzi, tipe che sculettavano. Prese il tablet che si era regalata e che ogni volta le ricordava Miguel e il suo racconto accorato sull'Amazzonia. Cercò di distrarsi leggendo un po'. Era una lettrice molto esigente, non seguiva le mode, non le piaceva ciò che leggeva Simona, storie d'amore tra giovani dove lui era ricco e bello, arrogante e irraggiungibile. Il suo Miguel non era così, ma quelle storie avevano sempre un lieto fine e ora le evitava ancora di più. Stava leggendo un qualcosa di diverso. "I brividi in gabbia", come quelli che provava lei, quando pensava a quel magico mese. Ma la storia raccontava di una donna che avrebbe potuto essere sua madre e che il tempo aveva reso triste e grigia. Solo l'incontro con un uomo un tantino bizzarro, né ricco, né bello, l'aveva fatta rifiorire. Si vide a cinquant'anni, a Dio piacendo. No, lei non sarebbe finita come Angela, perché la gioventù passa e i rimpianti rimangono. Eppure anche lei si trovava ingabbiata in un sentimento senza speranza... Il suono del telefonino, un numero sconosciuto, il cuore che batteva forte in modo del tutto irrazionale. "Ciao Laureen, ti disturbo? Sono Andreas, quello che ti ha accompagnato a casa da quella festa, perché non ti sentivi bene…" Andreas? Aveva avuto un vuoto di memoria. "Non disturbi affatto, stavo leggendo", e intanto aveva tentato di ricordarsi chi fosse. Ah già! La festa di laurea, il medico alticcio che l'aveva agganciata come una piovra e quel ragazzo, avvocato?, che l'aveva salvata da attenzioni sgradite. "Sai finalmente quel processo pesante è finito, abbiamo vinto, l'imputato è stato assolto e ora sono libero per un po'. Mi piacerebbe rivederti, sono ospite di mio cugino" "Ed era innocente?" "Come scusa?" "Niente, curiosità, chiedevo se il tipo accusato era innocente!" "Laureen, appena ti ho visto, ho capito che sei una donna un po' speciale e anche strana. Non posso parlare dei miei clienti. L'importante è il risultato!" Magari era un assassino, un truffatore, un aguzzino, come quello che aveva rovinato suo padre. "Domani sera sono libera" "Passo a prenderti alle otto, va bene?" "Va bene" "Mi raccomando mettiti in tiro, ché ti porto in un posticino che mi hanno consigliato" "Farò del mio meglio!", alzò gli occhi al cielo. Fatti con lo stampino. Di Miguel ce n'era solo uno.
Coraggio Laureen, chiodo schiaccia chiodo